venerdì 3 ottobre 2025

Quasi due anni: priorità e filosofia

 





Non conto i successi e i fallimenti raccolti in quasi due anni dal mio primo passo, dal mio ultimo post sui novanta giorni e la paura. La mia filosofia è un continuo rivedere, smantellare, ricostruire, pensare, semplificare osservarsi. Sì, osservare, questo è il punto e questa è la priorità di contro al potente risucchio in cui siamo finiti tutti noi. 

Interrogarsi e non interrogare, forse, perché ai più le domande non piacciono, incutono timore o fastidio, ma io sono una pensatrice dai soldi contati e mi pongo sempre questioni a devozione del mio eterno desiderio. Sono in ritardo o soltanto nel mio tempo?

Sapete cosa vorrei? Prendere una sedia e accompagnarmi alla vostra presenza: parlare, ascoltare, capire, conoscere le crisi e offrivi un gelato o un biscotto al cioccolato o niente se niente volete. Lo faccio spesso e volentieri con me, colta e abituata a mettermi in discussione, sempre, per quanto questo sempre, meraviglioso e stancante, possa servire. 

Serve, vi confermo la mia parola, la vita vera, quella che ti schiaffeggia, ti sveglia, ti modella il viso è tutt'altra cosa, nessun ultima moda di nulla, ma cicatrici della pelle degli altri che vi fanno cucire la vostra immagine: di lacrime, di sorrisi, di silenzio, di priorità, ciò che serve per campare non si stringe nelle mani, vi sfonda il petto e poi ve lo sistema.

Bisogna praticare rabbia, calma, respiro, sguardi incrociati, sempre e comunque, la visione romantica delle cose arriva dopo fulmini e saette e continua sempre. Questo sempre che ritorna in continuazione, non possiamo liberarcene, ci mantiene svegli. 

Non ingoiate quel poco di zucchero per arrivare a fine giornata con l'illusione di aver conquistato l'altra versione di voi stessi. Raccontatevi la verità. 

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