Emozioni... Ma cosa sono questi vortici interiori che ti stravolgono la vita e ti fanno quasi annegare? Le mie hanno tanti nomi, a volte mi fanno pagare il conto senza togliermi un centesimo, a volte si presentano a rate.
Prima che accendessi il motore e riscaldassi i miei passi per affrontare la strada che avevo davanti, facevo fatica a riconoscere cosa stesse accadendo. Poi, poi ho capito il senso della parola consapevolezza.
Ho cominciato a rendermi conto, a prendermi cura di questo mio mondo, quello fatto di giorni e notti mai uguali, di sole e luna sempre in conflitto. Sentivo la flebile voce del mio corpo, fino al suo punzecchiare, instancabilmente.
Questo suo punzecchiare è diventato insistente e prepotente quando, a metà settembre, ha sfondato la porta con calci e pugni lasciandomi poca scelta. Non è stato divertente trascorrere tre, quattro giorni sulle montagne russe. Le cinture non erano ben allacciate e non mi stavano salvando, e io non riuscivo ad aggrapparmi a nulla.
Un lungo, interminabile tempo durante il quale ero incapace di gestire un oceano di emozioni. Ma cosa mi stava accadendo? Faticavo a stringere una penna, era complicato anche lavarsi il viso, era impensabile guardarsi allo specchio.
Ho tamponato finché sono riuscita. Poi, sempre questo poi in ritardo, mi sono ricordata che potevo chiedere aiuto. L'ho fatto, avevo una freccia nel mio arco. Sono uscita di casa, come ho continuato a fare durante il diluvio. Stavolta, ho preso l'ombrello, e nonostante mi sentissi intrisa e svuotata allo stesso tempo, ho ripreso il cammino.
La fragilità è molto più che cristallo, e molto di più di ciò che si vede o si vuol vedere. Può essere lucente, può essere pulito e vestito a festa, ma essere in mille pezzi dentro. Ogni giorno la fragilità mi insegna il coraggio, a lasciarmi attraversare da emozioni e paure, non mi promette tempi brevi, racconta di me, una riga alla volta scrive il mio presente.