giovedì 25 gennaio 2024

Novanta e più giorni: le cose che succedono e che vorrò far succedere




Questo post sarebbe dovuto arrivare una settimana fa, ma avevo bisogno di costruire riga per riga mettendo le parole al loro posto, non l'ho fatto a mano, su carta, ma nella mia testa, certe cose viaggiano benissimo così e non si perdono. Quindi sono andata oltre il novanta e ci ho messo del mio facendo succedere cose. 

Novanta indica qualcosa di preciso: la paura. Beh, in questi tre mesi a Napoli, ma anche di prima di arrivare qui, la paura è stata una costante, non un punto fermo, perché non mi sono fermata io. Ad accompagnarmi c'è stata la consapevolezza, senza di lei, non avrei fatto molto, mi ha aperto gli occhi e accarezzato la mente, la mia amata mente che ogni tanto ha bisogno di stare al caldo per riprendersi. 

Essere convinti delle proprie scelte non significa che sarà tutto lineare, arrivano i momenti in cui si sente l'esigenza di prendere un attimo e respirare e ricentrarsi, come dico spesso io. Io sono impaziente su  certi aspetti della mia vita, poi mi rendo conto che il treno sta correndo troppo e allora devo scendere, prendere fiato, e ripartire a passo lento, altrimenti la terra cede.

Quando si rivoluziona la propria vita, si vuole costruire qualcosa, bisogna fare i conti con i pezzi del puzzle che non si trovano semplicemente come ci raccontano nelle favole. Sinceramente, mai pensato che la vita lo fosse, ma il desiderio - quello che mi è mancato per molto tempo - quello ho imparato a nutrire e a pensare che come tutte le cose e le persone, anche lui aveva bisogno di cura e di tempo. 

No, non devo fare tutto, ma prendo tutto ciò che succede e si fa accadere, persone belle, luoghi protetti, parole di notte, parole che arrivano dopo giornate no, parole che arrivano quando le giornate sono sì, momenti da godere senza per forza fotografare alcunché, che poi la fotografia ti rimane nell'anima e fa bene a sedimentare lì e a diventare cibo. Quando non si ha voglia di cucinare, arriva a fare il lavoro per te. 

Io parlo poco, ascolto, osservo, mi piace osservare, girare, fermarmi e a mettermi dall'altra parte, ad avere sempre uno sguardo pronto a cogliere la bellezza e la meraviglia. Non so, forse sto evolvendo io, le mie emozioni le sento diverse, ma capita di sorridere spesso e volentieri da solo mentre sono in giro a fare una passeggiata, e capita quando certe giornate sono da cancellare.

Sapete qual è il punto? Sono proprio queste giornate che si devono mantenere, è proprio in queste giornate che io ho trovato l'alternativa, la terribile voglia di essere me stessa, coccolarmi e crederci più di quanto facessi. Ci si rende conto che quello che si vuole è più forte delle circostanze. Se non c'è scelta, farò in modo di costruirla io. 

Questo è il concetto di successo. Niente di materiale, tutto da sentire. 

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