domenica 2 gennaio 2022

Quanto coraggio ha la consapevolezza?






Quanto coraggio ha la consapevolezza, la mia consapevolezza? Verrebbe da usare una famosa citazione da un milione di dollari come risposta, ma questo non è un film, non è una serie TV, non è un gioco a premi, è vita vera. 


All'inizio non me ne rendevo conto, sentivo che c'era qualcosa che non andava. Dicevano che fosse solo stanchezza, stress, sarebbe passato. Dicevano, sì. Ma non passava, a passare erano i minuti, le ore, i giorni. Sentivo la prepotenza di certe emozioni, di tanti pensieri, ma non capivo. Non ci riuscivo. 

Poi, poi è arrivato il dolore fisico, mi sentivo stringere il petto, avevo il fiato corto, il cuore andava a mille all'ora. Continuavano a rassicurarmi, era soltanto stress, con una visita medica avrei risolto, la paura sarebbe passata. Continuavano a dirmi. 

Il mio cuore era sano, è sano, nessun problema, ma la paura non passava. A passare erano i giorni, le settimane. Mi sentivo in un limbo, non riuscivo a capire, forse non mi rendevo conto, o semplicemente non avevo la forza di realizzare. Non avevo la forza. 

Facevo fatica, respiravo male, mi sentivo stanca. Un'altra visita, ancora un'altra. I miei polmoni erano sanissimi, sono sanissimi. Nessun tipo di problema. Ero in salute, bastava fare controlli periodici. Ma passavano le settimane. 

Passavano le settimane. Forse non volevo ammetterlo, ci sta. E continuavo a stare male. Ma male in che senso?  Non riuscivo più a gestirmi, troppe emozioni, troppa forza così prepotente da tenermi sveglia per notti intere. Non avevo tregua, non avevo pace. Continuavo a riempire le mie giornate di attività, ma non avevo forza, mi trascinavo. Mi trascinavo. 

Passavano i giorni, ma non passava quello che avevo dentro. Continuava ad insultarmi, a provocarmi, a prendersi gioco di me, e mi sembrava di non avere più frecce da giocare, mi sentivo persa. 

Passavano i giorni. Poi un giorno ho detto basta. Ho deciso da sola. Ho deciso di chiedere aiuto. Questa mano mi è stata tesa e io sono partita, ho mosso i primi passi. La consapevolezza era arrivata. Ho preso coscienza, non potevo reggere più questo peso sulle mie spalle, non potevo da sola. Non potevo da sola far fronte ad ansia e depressione.

Si fa fatica a chiamarle per nome. Una impetuosa, l'altra silente. Entrambe presenti, entrambe prepotenti. Erano loro e io non riuscivo a capire. Ora, ora lo so.

Ogni giorno è un giorno coraggioso fatto di fragilità, e ogni tanto amore. La fragilità è impegnativa, diciamolo, a volte si fa finta che tutto vada bene. Ma io non nascondo le emozioni, non me la sento. 

Non c'è nulla di cui vergognarsi, non è tristezza, non è il proprio carattere, non è una colpa. Ho ammesso di essere umana. Sto imparando un mestiere, mi sto ritrovando lungo il percorso. 

La consapevolezza di volerlo fare e accettare di darsi del tempo, che le cose possono continuare ad essere complicate e difficili. A volte mi sento di essere immobile, fuori dal mondo. Ma in quel modo ci sono dentro. Lo sto conoscendo, me ne sto prendendo cura. 




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