All'inizio non me ne rendevo conto, sentivo che c'era qualcosa che non andava. Dicevano che fosse solo stanchezza, stress, sarebbe passato. Dicevano, sì. Ma non passava, a passare erano i minuti, le ore, i giorni. Sentivo la prepotenza di certe emozioni, di tanti pensieri, ma non capivo. Non ci riuscivo.
Poi, poi è arrivato il dolore fisico, mi sentivo stringere il petto, avevo il fiato corto, il cuore andava a mille all'ora. Continuavano a rassicurarmi, era soltanto stress, con una visita medica avrei risolto, la paura sarebbe passata. Continuavano a dirmi.
Il mio cuore era sano, è sano, nessun problema, ma la paura non passava. A passare erano i giorni, le settimane. Mi sentivo in un limbo, non riuscivo a capire, forse non mi rendevo conto, o semplicemente non avevo la forza di realizzare. Non avevo la forza.
Facevo fatica, respiravo male, mi sentivo stanca. Un'altra visita, ancora un'altra. I miei polmoni erano sanissimi, sono sanissimi. Nessun tipo di problema. Ero in salute, bastava fare controlli periodici. Ma passavano le settimane.
Passavano le settimane. Forse non volevo ammetterlo, ci sta. E continuavo a stare male. Ma male in che senso? Non riuscivo più a gestirmi, troppe emozioni, troppa forza così prepotente da tenermi sveglia per notti intere. Non avevo tregua, non avevo pace. Continuavo a riempire le mie giornate di attività, ma non avevo forza, mi trascinavo. Mi trascinavo.
Passavano i giorni, ma non passava quello che avevo dentro. Continuava ad insultarmi, a provocarmi, a prendersi gioco di me, e mi sembrava di non avere più frecce da giocare, mi sentivo persa.
Passavano i giorni. Poi un giorno ho detto basta. Ho deciso da sola. Ho deciso di chiedere aiuto. Questa mano mi è stata tesa e io sono partita, ho mosso i primi passi. La consapevolezza era arrivata. Ho preso coscienza, non potevo reggere più questo peso sulle mie spalle, non potevo da sola. Non potevo da sola far fronte ad ansia e depressione.
Si fa fatica a chiamarle per nome. Una impetuosa, l'altra silente. Entrambe presenti, entrambe prepotenti. Erano loro e io non riuscivo a capire. Ora, ora lo so.
Ogni giorno è un giorno coraggioso fatto di fragilità, e ogni tanto amore. La fragilità è impegnativa, diciamolo, a volte si fa finta che tutto vada bene. Ma io non nascondo le emozioni, non me la sento.
Non c'è nulla di cui vergognarsi, non è tristezza, non è il proprio carattere, non è una colpa. Ho ammesso di essere umana. Sto imparando un mestiere, mi sto ritrovando lungo il percorso.
La consapevolezza di volerlo fare e accettare di darsi del tempo, che le cose possono continuare ad essere complicate e difficili. A volte mi sento di essere immobile, fuori dal mondo. Ma in quel modo ci sono dentro. Lo sto conoscendo, me ne sto prendendo cura.
La consapevolezza è il primo passo per guarire e vincere questa guerra 😉💪
RispondiEliminaGrazie per il tuo commento. 🙂
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