Quando si decide di fare un passo avanti verso il cambiamento, si è presi da un'irrefrenabile voglia di bruciare le tappe perché ci si convince che bisogna il battere il ferro finché è caldo.
Eh, no, io smantello questo luogo comune, come ne sto smantellando altri da qualche anno. Sinceramente, fa bene, si vedono le cose da un'altra prospettiva. Non ci sono i paraocchi.
Ma cosa c'entra con il titolo? C'entra perché io ci sono caduta dentro, non mi sono fatta malissimo, eh, ma il colpo lo sto accusando. Voglio dire che le cose non vanno sempre come vogliamo, come speriamo e che, anche quando ci crediamo, dobbiamo rivedere il tiro. Aggiustarlo.
Ho deciso di cambiare vita tempo fa, ma la mia voglia e il mio desiderio di farlo cozzano con la realtà presente, quella di una società che sembra correre senza meta, quasi andasse indietro, di difficoltà oggettive. È la realtà e va considerata. È difficile.
Però, come dice il mio terapeuta, se la Giu va giù, trova sempre il modo di risalire. Nello sconforto e nell'(in)certezza più totale, quella di ogni essere umano, trovo alternative. Lo diceva anche il mio maestro di italiano alle elementari: Giuseppina tanto fa che la mattonella la spacca. Eh, ma quante martellate.
È così, questa forza non mi è mai mancata. Ultimamente, però, sento la stanchezza, la stanchezza è una gran chiacchierona, una rompiscatole. E me lo sta facendo capire in ogni modo. Ci sono emozioni che devo ascoltare e a cui dare conto (come se la matematica mi piacesse).
Non cambio idea, sono decisa ad andare avanti, ma devo trovare altre strade e allungare i tempi. Penso che durante questa lunga passeggiata, troverò la strada come quando ho trovato la panchina e mi ci sono seduta, ad ammirare il mare, a sorseggiare il mio caffè. Poi, se trovo anche voi, ci facciamo compagnia.

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