No, non ho osato chiamare a rapporto l'acutezza dell'amato Oscar Wilde. Voglio rassicurare chi è del mestiere e rassicuro anche Oscar che avrà trovato venti errori in dieci parole.
Questo nuovo post arrivato dopo quasi un anno dalla nascita del mio blog, è il più importante perché accoglie una decisione e tutte le emozioni che essa porta con sé.
Chi frequenta da un po' queste righe, sa quanto valore esse abbiano per me, sono state il centro dei miei discorsi, a volte dolorosi, a volte speranzosi, a volte fragili, a volte meravigliosi per la bellezza a cui mi sono rivolta per salvarmi.
Ho dato loro molto peso, scavando a fondo nella terra, nuotando negli abissi, e risalendo la china. Proprio quando ho alzato la testa e ho rivolto uno sguardo diverso alle cose e alla vita, ho dato loro ascolto in maniera consapevole. Ho capito quanto fossero fondamentali i segnali che mi arrivavano nonostante fossero a volte pieni di sofferenza.
Ma questa volta si sono palesati con leggerezza, facendomi respirare e donandomi quella sensazione di benessere che non provavo da un po'. Ero su un treno con vista mare, una giornata splendente, lontano da un posto, ma molto vicino ad un altro. Avete presente quando incontrate una persona e capite subito che è quella giusta? Ecco, a me è capitato con un posto.
Quel posto per me è come una persona a cui non ho dato retta per lunghissimo tempo, ma che è rimasta lì ad aspettare senza chiedere. A un certo punto, però, la mia mente e il mio cuore hanno chiesto al suo posto cosa intendessi fare.
E io ho deciso, era arrivato il momento, è arrivato il momento in cui io prenda la mia strada, un'altra diversa per andare incontro a un posto pieni di difetti, sì, quelli ce li abbiamo tutti, ma ha riversato di me tanto di quell'amore che non posso fare finta di niente. È casa, è il mio posto.
Quel posto dove c'è la mia Panchina, dove mi sento libera e fluida, dove bevo il mio caffè e non mi pongo tante domande e mi cruccio. Mi aiuta a godere il momento e non cancella il mio passato.
Ho deciso di andare e lasciare che le cose vadano senza dimenticare. Si va, ma si ritorna, come le onde del mare.
Chest'è!

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